Biografia Teatro: Meglio Lasciar Perdere


COMPAGNIA GLI SCAPIGLIATI
Presenta

ANDREA MUZZI
In

MEGLIO LASCIAR PERDERE
Di
Andrea Muzzi, Giampiero Pizzol, Andrea B.Savelli, Antonio De Luca
con la collaborazione di Marco Vicari
musiche Michelangelo Giaimegalliano

Regia: Andrea Bruno Savelli

Durata 1h 20′

Viviamo in un’epoca che ci perseguita a scuola, al lavoro, in televisione con l’aggettivo vincente come fosse tutto una dannata gara e bisognasse sempre vincere. Una competizione che sfibra le persone, che non sanno piu’ nemmeno a che gara stanno partecipando; si esalta il vincente, il quale alla prima sconfitta si disintegra come una meringa. Il vincente e’ impreparato a reggere la sconfitta, la perdita di rango ed importanza.
Il perdente invece e’ abituato a cadere, nessuna sconfitta lo abbatte definitivamente. Nessuna batosta lo atterra completamente. Il perdente e’ sempre pronto a rialzarsi ed a combattere di nuovo. Per questo il perdente e’ un INVINCIBILE. Invincibile e’ colui che non riesce ad essere sconfitto. Malgrado tutte le sconfitte non te lo levi mai di torno.
(Erri De Luca)

Quando ero bambino avevo i soliti miti di eroi vincenti… Zorro, Chinaglia, Giacomo Agostini… Ma non capivo niente, perche’ gli eroi, credetemi, sono un’altra cosa…
Lo sapete chi e’ Eric Moussambani? Ve lo dico io!
Giochi olimpici di Sidney 2000! Gara dei 100 metri stile libero.
Tra gli atleti c’√®’ lui: Eric Moussambani, classe 1978 della Guinea equatoriale. Ai bordi della vasca c’erano i migliori nuotatori del mondo e tra loro c’era anche Eric Moussambani, uno che sei mesi, dico solo sei mesi prima delle olimpiadi… NON SAPEVA NUOTARE!!!
Infatti quando questo poveraccio si tuffo’ comincio’ subito ad annaspare, si attacco’ ai cordoni, ne tiro’ via due o tre.
La gente dagli spalti diceva ”oh che stile di nuoto ha questo?”
Alla fine tre spettatori si tuffarono e lo salvarono.
Un altro uomo che merita di essere ricordato e’ Giancarlo Alessandrelli, portiere di riserva di Dino Zoff. Dino Zoff ha giocato fino a 42 anni senza mai un infortunio, un raffreddore, un herpes, niente di niente. Alessandrelli e’ stato in panchina per 10 anni. Poi un giorno ha avuto la sua grande occasione: e’ entrato in campo per soli 20 minuti ma ha beccato lo stesso tre goals.
Non possiamo disconoscere il valore di Angela Koegh che durante una corsa di fondo fu doppiata dagli avversari 5 volte ed arrivo’ al traguardo con 40 minuti di ritardo. Addirittura all’ultimo giro le si affianco’ il giudice pregandola di andare piu’ veloce ”dopo abbiamo un’altra gara”. Angela Koegh termino’ la corsa e fece pure il suo record personale.
Tutti questi uomini hanno dimostrato doti fuori dal comune, capacita’ straordinarie!
Perche’ per perdere ci vuole una forza speciale!

Andrea Muzzi

Leggi la recensione apparsa su La Repubblica

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