Lady Radio: Bambini Computer


Secondo uno studio il 46% dei bambini oramai gioca da solo.
Devo ammettere che alcuni videogames sono affascinati. Per esempio la play station oramai ha raggiunto un livello di verità impressionante.
Giorni fa giocavo a calcio con la play station, alla fine del primo tempo perdevo 1 a zero. Ad un certo punto m’è squillato il cellulare, era Moggi. Mi ha detto ” Tranquillo ci penso io!”. Alla fine ho vinto grazie a due rigori.
Il problema della play station è quanto ci giochi.
Dopo un’ora ti rimbecillisce, dopo due ore sembri un automa, dopo tre ore parli come Bobo Vieri ” Bo, so, te, me!”.
I ragazzi ormai vivono solo una realtà virtuale. Non escono più!
Il ragazzo che abita sotto di me non sapeva che il latte lo facessero.
Da quando gliel’ho detto tutte le volte che vede una mucca cerca di rovesciarla: cerca la data della scadenza!
Anche mio figlio è convinto che esistano due specie di salmone, quello affumicato e quello in offerta speciale.
I nostri giochi invece erano realistici, ci insegnavano a vivere.
Il Monopoli, per esempio ci insegnava come fare debiti nella vita.
A monopoli facevi debiti con le banche, per comprarti una casa, per comprare Parco della Vittoria.
Poi alla fine andavi in bancarotta ed il gioco finiva. Addirittura nell’ultima versione del Monopoli c’hanno messo anche due mafiosi che ti chiedono il pizzo. Se non lo paghi ti danno fuoco ai capelli.
I giochi devono essere così realistici, devono insegnare ai ragazzi com’è il mondo.
L’allegro Chirurgo, per es. era un gioco dove cercavi di operare un uomo togliendogli dal corpo le pinze, il giornale.
Dimmi te quale gioco è migliore di questo per insegnare ad un bimbo la malasanità.
A proposito di malasanità se uno si opera è per guarire non per morire subito.
Mio cugino è depresso perché il chirurgo gli ha detto “o si operi subito o tra un anno muore!”. Mio cugino ha risposto “no, no, aspetto un anno!”

Rubrica comica di Andrea Muzzi su Lady Radio….90.8/90.60 FM

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