Andrea Muzzi: Faccia da spot


Sono stato un posteggiatore abusivo di astronavi, un collaudatore di materassi, un’anima del purgatorio che veniva promossa in paradiso!

Dichiarazioni fantasiose, ma noi sorridiamo ed assentiamo, non perché chi ci sta davanti sia pazzo (ed ai pazzi, si sa, bisogna dare sempre ragione) ma perché lui, Andrea Muzzi, queste cose le ha fatte davvero: nella pubblicità.

«Addirittura in uno spot per il Ministero del Lavoro ero un operaio che andava a chiedere l’aumento… e chi ti trovo nell’ufficio del padrone? Mike Bongiorno: l’unico che non ha mai lavorato in vita sua!». Ricciolino, occhio vispo, con una parlata che non lascia dubbi sulle sue origini toscane (maremmano doc), Muzzi (tanto cabaret sul palcoscenico ed in tv, con tracce però anche sul grande schermo ed una serie di collaborazioni importanti con Pieraccioni, Benvenuti, Savelli) ha trovato nella pubblicità, per la sua verve e simpatia, un porto sicuro. «Non mi scelgono certo per le mie “doti” fisiche – confessa -, del resto per gli spot a cui ho preso parte cercavano comici… ed io quello sono».

La “c” aspirata non è mai stata un problema? «Nel cinema, essendo arrivato dopo i vari Pieraccioni, Panariello, Ceccherini, tutti figli e figliocci del grande Benigni, ho trovato una situazione di inflazione, ma nella pubblicità c’è ancora un certo spazio per il toscano e anche quando il personaggio che ho interpretato era stato pensato per un romano sono riuscito a far cambiare loro idea. Del resto, come dire, non ho opzioni: o prendono tutto il “pacchetto” o ciccia!».

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